"Sorry Goodbye" - il suicidio

Parlare delle cause di suicidio è veramente un argomento di portata enorme, le motivazioni personali che portano a un atto estremo come quello di mettere fine alla propria vita sono veramente un infinità.

immagine del suicida noi stessi allo specchio
Le più comuni cause di suicidio sono cliniche e sociali, ad esempio importanti malattie come il Bipolarismo ( con gravi oscillazioni del tono del umore, da fase in a fase out, sono un fattore di rischio) il Disturbo Borderline di personalità (nel quale il paziente subisce gravi oscillazioni del tono dell'umore, repentini attacchi di rabbia, depressione, immagine distorta di se...)

Cause sociali: delusioni amorose, mancanza di lavoro, cyberbullismo, gravi lutti, uso compulsivo di alcool e droghe possono aumentare il rischio di suicidio in individui depressi.

Tra i sintomi più ricorrenti di ideazione suicida:
  • ansia 
  • disperazione
  • grave depressione
  • parlare di suicidio
  • senso di inutilità
  • autolesionismo
  • sentirsi in trappola
  • ricerca di modi indolore per morire
  • regalare beni importanti 
  • pensare molto alla morte o al proprio funerale
Si parla molto di "prevenzione" al suicidio, la società moderna mette a disposizione dei soggetti potenzialmente a rischio suicidio linee telefoniche amiche, e strutture centri di sanità mentale al quale rivolgersi tempestivamente.

Personalmente è una cosa a cui non credo molto, ho sempre pensato che "voci amiche" di sconosciuti all'altro capo del telefono siano solo un miserabile e per lo più ridicolo finto appoggio morale, dato da uno sconosciuto che per ovvi motivi segue un copione semantico che rifilerà "generosamente" a chiunque prenda in mano un telefono minacciando di togliersi la vita, cercando di estorcere un:" certo, la vita è importante non lo farò" e andarsene a letto con la coscienza apposto.

Magari guardando il soffitto per tutta la notte e pensando egli stesso al suicidio. Non è tutto oro quel che luccica. Per esperienza personale posso dire che molto spesso chi sembra così morbosamente attaccato alla vita è proprio chi alla fine non ama affatto la propria.

Viviamo in un mondo ipocrita nel quale la maggior parte delle persone condanna esattamente ciò che egli stesso pensa, o vorrebbe fare, ma socialmente "inaccettabile".

Quindi trovo ridicolo ascoltare o addirittura seguire fermamente i consigli o le parole di qualcuno, che certamente recita un copione socialmente accettabile, con un falso sorriso sulle labbra, e la bocca piena di "buone speranze" e frasi fatte, un qualcuno che di noi non sa esattamente niente.

Un valido aiuto nel combattere l'ideazione suicida lo si può trovare a mio avviso solo in se stessi, certo, gli affetti sono importanti, ma non credo siano una vera ancora per evitare l'idea di togliersi la vita, altrimenti non l'avrebbe fatto mai nessuno, o quasi:"devi pensare ai tuoi figli!" "il tuo fidanzato ti ama, non farlo!".

La voglia di vivere va ricercata prima di tutto in se stessi, bisogna vivere principalmente amando se stessi e con la giusta carica di motivazione personale.

Chi vive per "accontentare" qualcuno, o vive per l'idea di evitare un dolore a qualcuno prima o poi si suiciderà. Non sono io che lo dico, ma i fatti!

Il suicidio a mio avviso è un atto egoistico che va oltre il volere o il desiderio delle persone che ci circondano , va oltre le parole dell'amico "consolatore" , del fidanzato/a straziati dall'idea di perdere l'oggetto d'amore.

Quindi se siamo così "egoisti" da pensare al suicidio, possiamo anche essere "egoisti" così tanto da decidere di vivere solo per noi stessi e amare prima di tutto noi stessi!

Ecco perché ho sempre evitato telefonate alla "voce amica" o richieste d'aiuto a svariate persone, l'aiuto è solitamente un atto di amorevole ipocrisia, le persone "care" dimenticano molto facilmente che sei un possibile suicida appena smetti di parlarne e tutto sembra tornato "apposto".

Quindi ho scelto sempre di affidarmi a me stessa, ecco perché sono qui a parlarne, senza paura del perbenismo sociale e dell'ipocrisia. Perché suicidio o no, sarò l'unica persona con cui resterò sempre, e in caso sarò l'unica che si accompagnerà fino nella tomba...

Ma questa resta una mia personalissima opinione.

4 commenti:

  1. Massimo Civardi6 dicembre 2016 04:56

    Sgrunt, che ansia

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  2. Non è solo egoismo .credimi.ho passato ore giorni a chiedermi quanto lo sia....ma a volte resti proprio per non esserlo...egoista.ma chi ci dice ?che nn sia più liberatorio per chi ci sopporta piangere qualche giorno e poi liberarsi per sempre? Non sarà egoismo il contrario?voler vivere con mille disturbi e regolarmente coinvolgere chi ti ama?????

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    1. Ciao, credo di essermi spiegata male, per atto egoistico (se noti nel post ho inserito la parola tra virgolette) intendo proprio il senso di liberazione che si ha ideando il suicidio (non compreso solitamente dalle persone che abbiamo affianco). Purtroppo molte persone si vergognano di avere un parente morto per suicidio, e preferirebbero fosse successo con un incidente o quant'altro. Alcune persone scelgono di non suicidarsi, ma di non fare pesare i propri problemi agli altri isolandosi. grazie dell'intervento sul blog

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  3. Se solo avessi il coraggio l' avrei fatto da tempo

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