Disturbo bipolare - Day in, Day out

disturbo bipolareUna delle prime diagnosi psichiatriche (errate) che ho ricevuto, fu proprio quella di disturbo bipolare.

Durante un periodo di forte e costante depressione, ormai giunta al limite della sopportazione, un malessere incompatibile con la vita, decisi di prendere appuntamento da uno psichiatra molto famoso nella mia zona considerato un luminare.

Sottoposta a vari test scritti,e a domande su domande, la sua diagnosi fu di bipolarismo di terzo tipo.

Sinceramente in quella diagnosi mi sentivo un po'
"scomoda".

La maggior parte dei sintomi non erano proprio affini alla mia persona, non mi ci ritrovavo proprio!

Dopo il mio dissenso,ascoltò nuovamente i miei sintomi, i miei pensieri, le mie sensazioni, i miei comportamenti, e alla fine optò per un disturbo ciclotimico.

Che rientra comunque nella classificazione del disturbo bipolare.


Il disturbo bipolare, o disturbo maniaco depressivo, può portare grandi sofferenze ed essere invalidante.

Principalmente è un disturbo dell'umore, che coinvolge pensieri, azioni ed emozioni.

Chi soffre di bipolarismo altalena tra periodi di felicità ,e periodi di disperazione senza apparente motivo.

Si passa dall'essere energici, iperattivi ed euforici, la così detta fase maniacale, alla disperazione della fase depressiva.

Nel bipolarismo di tipo I si presentano nell'arco della vita episodi maniacali, alternati a depressione, e periodi asintomatici

Nel bipolarismo di tipo II episodi depressivi minori alternati a fase ipomaniacale, e periodi asintomatici.

Nel bipolarismo di tipo III episodi depressivi\ maniacali simultanei con assenza di periodo asintomatico.

Il suicidio è una causa di morte piuttosto frequente nei pazienti bipolari.

Tra i sintomi più gravi, possiamo trovare il delirio.

Il bipolarismo viene solitamente trattato con stabilizzanti dell'umore, e antidepressivi.

Per la cura del disturbo ciclotimico, mi venne prescritto un noto antipsicotico,il litio carbonato.

Ecco, adesso vorrei aprire una piccola parentesi sul litio carbonato, non è certo mia intenzione oggi mettermi a criticare l'efficacia di stabilizzanti dell'umore e antipsicotici.

Quello che racconto qui è solo la mia esperienza, senza togliere nulla a chi dal carbolithium ha avuto benefici.

Le mie prime giornate a "base" di litio (900 mg giornalieri) scorsero praticamente senza giovamento ne peggioramento.

La depressione continuava, il senso di vuoto, l'apatia, la disistima... tutto come sempre, tutto sembrava essersi bloccato lì, come un orologio con le lancette spezzate, o una sveglia rotta subito dopo essere stata caricata.

Non stavo meglio, ma non stavo nemmeno peggio, quindi perché non continuare ad assumerlo?

La speranza di un miglioramento mi davano la giusta carica, e non badavo più alla scocciatura di andare ogni 7 giorni circa in ospedale a dosare i livelli di litio nel sangue (il carbolithium deve restare nei range terapeutici,o può diventare addirittura letale).

Dopo un certo periodo di tempo, effettivamente iniziai a sentire qualcosa di "anomalo".

L'umore non oscillava meno, ma sembrava non importarmi più.

Tutto ciò che avevo intorno mi sembrava diverso, ottundo, anomalo.

Il litio aveva esasperato notevolmente il problema dissociativo, estirpato il mio lato creativo, mi sentivo costantemente "sedata" come sotto l'effetto di una strana droga che mi faceva vedere il mondo in modo diverso.

Questi i sintomi psichici, lungo andare si fecero sentire anche i sintomi fisici:
ritenzione idrica, gonfiore addominale e articolare, attacchi di fame alterati a nausea e inappetenza, irregolarità del ciclo mestruale...

Insomma, il litio farà sicuramente bene a qualcun'altro, non a me!

La risposta fu semplice, quando andai dall'ennesimo psichiatra mi consigliò di smettere di assumerlo, in quanto io non soffrivo e non soffro di bipolarismo.

La vera diagnosi arrivò più tardi, disturbo di personalità borderline.

Qualcuno mi ripropose il litio, anche dopo la nuova diagnosi, ma evitai di assumerlo in quanto era chiaro che per il mio disturbo non portava giovamento.

Voglio concludere questo post dicendo una cosa molto importante: il bipolarismo è una malattia e va curata!

Avere disturbi di questo genere non è, e non deve essere motivo di vergogna.

Viviamo in una società ipocrita, in cui i problemi psichici vengono ancora nascosti per imbarazzo e vergogna, soprattutto dai parenti di chi ne soffre.

La più grande vergogna, a mio avviso è vergognarsi di chi ha come noi questo genere di disturbo, di chi come noi ha un altro tipo di sensibilità, perché no, più spiccata e fragile.


  • Segue una testimonianza riguardante il Disturbo Bipolare

1 commento:

  1. Ciao 😊 . A me è stato diagnosticato il disturbo bipolare tipo 1 e sinceramente mi ci rivedo proprio 😕 . Se sapessi quante volte c'è mancato davvero poco a suicidarmi ..

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